Un giorno qualunque PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 09 Giugno 2008 06:08
Procida, 16 novembre 2007, un giorno qualunque…
 
      Un lembo rigido di carta oppone resistenza alla leggera brezza di mare che sale dalla costa e fa dondolare quella strana pallina. Maria allunga la mano sul muretto e la raccoglie. Si accorge, già prima di aprirla, di avere tra le mani una conchiglia. Strano…qualcuno voleva gettarla in mare, ma si è fermata. E perché avvolgerla nella carta?Apre delicatamente l’involucro e gli occhi si fissano su lettere inclinate tracciate a mano:

     Che cosa fare di questo galleggiamento che mi sospende al cielo legata ad un fragile, invisibile filo di seta………

     Che fare?   
      Eccole. Poche parole, quasi insignificanti segni, su un piccolo foglio  accartocciato che avvolge una conchiglia bianca.

      Ci mancavano solo loro in questa giornata più scura delle altre.

      Maria si chiede perché si è fermata a raccoglierlo.

      Si guarda intorno alla ricerca della mano che se ne è liberata.
    A quest’ora non c’è nessuno in strada. E’ il tempo che di solito dedica a se stessa, lì in quello spazio che lega l’isola al mare e te ne fa assaporare gli umori. La rotonda abbandonata, così l’aveva chiamata nei suoi pensieri, quando vagava senza senso da sola ed aveva voglia di mettere ordine, di fare il conteggio dei giorni in bianco e nero, dividendo, su di una lavagna virtuale, i buoni e i cattivi. Questo novembre assurdo sembrava esserle capitato tra capo e collo e l’aveva colta ancora una volta senza protezione. Si fermava in quei luoghi quasi tutti i giorni e, dando le spalle all’incrocio stradale, fissava la massa viva e palpitante della distesa misteriosa che le si schiudeva davanti. Ogni volta le domandava degli ultimi segreti custoditi e restava lì, immobile, in attesa di risposte che potevano venirle solo dalla sua anima. A volte fantasticava su voci incorporee che le raccontavano delle strane storie fatte di luci solitarie che chiamavano a raccolta le conchiglie per distribuire, in ognuna di esse, una perla magica in grado di esaudire i sogni ed i desideri non accolti in altri luoghi. A volte immaginava di scherzi feroci alle spalle degli uomini: spiritelli maligni nascosti in perle truccate che capovolgevano i sogni e i desideri.
 
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