Madreperla commento di Trabucchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Trabucchi   
Sabato 05 Luglio 2008 06:27

 Madreperla.........

 

 

Per la cristalloterapia la madreperla è una pietra portafortuna.

E’ la pietra dei sentimenti. Ha il potere di rinsaldare le amicizie, di favorire le unioni amorose e preserva dall’infelicità.

In questa chiave credo possa essere letta tutta l’essenza del libro della prof.ssa Gentile.

Un vorticoso susseguirsi di emozioni e di pensieri. Talvolta incontrollabili, ingestibili, debordanti. Un fiume in piena di emozioni.Una vera e propria ossessione.

La protagonista Amalia vive di emozioni, di passioni, si sentimenti. (Una donna che credo scenderebbe in piazza per l’approvazione della legge sull’aborto o per quella sul divorzio. che sicuramente avrebbe ha fatto il sessantotto ).

Ma queste emozioni che vive e ricerca sia consciamente e volutamente sia inconsciamente la spaventano, la preoccupano . Le fanno paura. SI : Amalia ha paura delle proprie emozioni. Cerca di viverle ma allo stesso tempo le rifugge. Le reprime e cerca di soffocarle.

Si sente in colpa per quello che sta provando. E infatti per la psicanalisi sono i sensi di colpa che generano le ossessioni.

Amalia si sente in colpa : verso il marito, i figli, le sorelle. Teme il giudizio di chi dall’esterno potrebbe non comprendere quel sentimento che prova verso un ragazzo più giovane.

In “Madreperla” non è in discussione l’amore di Amalia e Michele. Un matrimonio non dura trent’anni se alla base non c’è amore profondo. E Amalia ama Michele. Come ama incommensurabilmente i figli.

E’ il trascorrere del tempo, o meglio la paura di esso e dei cambiamenti che esso comporta, che spinge Amalia ad infatuarsi di un ragazzo più giovane.

Dopo tanti anni di matrimonio la passione si affievolisce e lascia il posto a sentimenti più profondi. Ma arriva un punto in cui per ogni donna lo spirito resta ancora giovane mentre i cambiamenti del corpo inevitabilmente senza pietà ricordano il trascorrere degli anni. Il periodo della pre\menopausa e della menopausa segna il passaggio simbolico dalla giovinezza alla “vecchiaia”.

Ed è in questo momento critico che Amalia sente il bisogno di provare ancora una volta la sua capacità di sedurre ed essere sedotta , di corteggiare ed essere corteggiata, di desiderare e sentirsi desiderata. Il bisogno di esistere . Mette alla prova il suo essere donna. Incomincia il magico gioco della seduzione. Una cosa che appartiene alla natura di ogni donna ma che lei, dopo tanti anni di matrimonio, crede di aver dimenticato e che non le appartenga più o addirittura che non le sia mai appartenuto. Incomincia il valzer degli sguardi, ammiccamenti, desideri. (Gioco che Amalia farà anche col marito Michele e non soltanto col giovane amato ).

L’innamoramento non avviene mai a caso o a comando. La psicanalisi distingue nettamente l’innamoramento dal desiderio d’innamorarsi. Nell’innamoramento c’è sempre dietro una preparazione emotiva che richiede lo sganciamento dagli abituali ancoraggi emotivi e l’abbassamento delle proprie difese inconsce.

Amalia vive un innamoramento tipico principalmente dell’età adolescenziale e che a volte si ripresenta nelle età di passaggio.

Il suo sentimento è così intenso che fa fatica a contenerlo.

Cerca in continuazione ( ossessivamente ) la presenza dell’amato per poter esprimere quel sentimento. (Nell’amore il sentimento non ha bisogno della presenza dell’altro).

Amalia ha idealizzato il suo amato che considera il migliore. Non ne ha una visione critica.

Amalia prova desiderio erotico nei confronti dell’amato e sente la necessita di condividere con lui l’intensità eccezionale delle emozioni che vive.

Il libro è scorrevole e piacevole. I caratteri sono leggibili. Non si fa fatica con la vista per leggerlo. Bello il dialogo tra le due parti di Amalia : quella più passionale ed istintuale che vorrebbe abbandonarsi alle passioni e quella più razionale ( … a volte troppo severa con se stessa ) che fa da freno all’istintualità.

Il finale è struggente: belle le parole del giovane uomo che scrive a Maria ( altra donna della storia),

, donna amata, una dolcissima lettera, tanto più bella quanto più è

doloroso il commiato fra due età. Non è tanto un problema di differenza

degli anni, non è così banale la conclusione del libro.

Sempre è la vita stessa che dirama percorsi differenti. Sempre..anche se la

maggior parte delle volte nessuno si accorge di andare per strade distanti,

solitari anche in due: anche in un matrimonio, anche in coppia.

La consapevolezza dei due amanti, in "Madreperla", è la vera novità: sapere

di doversi dire addio.

Ed è in questa consapevolezza tragica, la speranza: che le vite possano a

quel punto riprendere e ripartire daccapo: tutt' e due.

Un lieto fine.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 05 Luglio 2008 06:29 )
 
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